Perché l’Islanda è il paese del futuro. Viaggio nella terra delle saghe nordiche

Natura, rispetto, energia pulita, libertà d’informazione. E poi innovazione, wi-fi ovunque, zero contante. Rapporto dal mondo che sogniamo

Acqua e ancora acqua. E poi verde e rocce e lava. E ghiaccio. In un tripudio di colori che il tramonto islandese disegna ogni sera in maniera diversa. Scenari ed emozioni impossibili da catturare per qualsiasi macchina fotografica. Gli spazi aperti, il cielo pulito, i prati morbidi dove pascolano pacifici vacche e montoni. E tutti quei cavalli che corrono buffi e liberi.

L’Islanda è un paese sorprendente dove le forze della natura dominano ancora incontrastate. Un posto dove la gente vive a contatto con la terra e se ne nutre, materialmente e spiritualmente. Anche per questo è considerata la terra degli Elfi. E se volete provare a cercarne un’immagine nella memoria dovete riandare ai magnifici scenari del Signore degli anelli o a Game of thrones che ricordano molto da vicino la “terra del ghiaccio e del fuoco”. Lo stesso J.R.R. Tolkien, l’autore della saga degli hobbit, pare abbia visitato l’Islanda e attinto dalla mitologia del paese nordico nomi, luoghi e storie che sono diventati il segno distintivo della sua opera monumentale.

[Vatnajokull, Is]

Gli islandesi sono pochi, circa 340 mila. Quasi la metà vive nella capitale, Reykjavik. La stessa popolazione di un quartiere di Roma. Vissuti in uno splendido isolamento per molto tempo non hanno ancora aderito all’Unione Europea e si sono a fatica risollevati dalla crisi finanziaria del 2008 che portò alla chiusura di banche e attività commerciali, fino a riemergerne da soli, investendo su turismo e innovazione. Oggi i turisti sono stimati fra i due e i tre milioni all’anno. Ma questa pressione turistica, favorita dalle compagnie aeree low cost non è ancora un problema per gli islandesi che stanno riconvertendo molte delle attività tradizionali nell’industria dell’accoglienza.

Islanda: Earth, Wind and Fire

Uno dei fattori di attrazione verso l’isola situata di fronte alla Groenlandia è proprio la sua natura selvaggia. La forza primordiale di geyser e cascate, ma anche dei suoi vulcani ancora attivi, viene imbrigliata per fornire energia pulita a basso costo. L’Islanda è un paese veramente green che produce energia solo da fonti rinnovabili: aria, acqua e calore della terra. I corsi d’acqua glaciali, le immense cascate, l’energia geotermale fanno funzionare le poche industrie, illuminano e riscaldano le case costruite in mezzo al niente, ricaricano i telefonini e illuminano le strade di cittadine che hanno mediamente la dimensione di 1000 abitanti.

[Seydjsfjordur, Is]

Borghi di pescatori, villaggi di montagna popolati dal passaggio di trekker di tutto il mondo che scelgono l’Islanda per godere di calma, silenzio e paesaggi incontaminati, ma anche per le famose hot pots, le pozze d’acqua calda che ogni alpinista brama al termine della sua giornata. Ce ne sono di bellissime tra le montagne. Alcune non compaiono neanche nelle guide più aggiornate per un tacito patto tra i locali e i visitatori. Bisogna scoprirle da soli. Alcune sono diventate piscine. La più antica è stata costruita in pietra nel 1923 da un giovane maestro per insegnare a nuotare ai bambini. La più moderna è invece quella di Hofsos, una “infinity pool” costruita sul fianco di un fiordo, un grande esempio di design moderno.

[Infinity Pool, Hofsos, Is]

In Islanda si paga tutto con denaro elettronico, e la carta di credito si usa anche per un semplice caffè. Le reti wi-fi sono ovunque, e sono gratuite

In Islanda tutto quello che poteva essere automatizzato lo è stato: pompe di benzina, case domotiche, vigilanza. Nelle piscine comunali dove i bambini cominciano la loro giornata e gli anziani si mantengono in perfetta forma, le telecamere sott’acqua servono a controllare che nessuno si senta male. Dalla cabina di regia, grazie alle telecamere, un unico bagnino controlla le vasche d’acqua calda e fredda, persino la sauna. In Islanda si paga tutto con denaro elettronico, e la carta di credito si usa anche per un semplice caffè. Le reti wi-fi sono ovunque, e sono gratuite: dai cottage sperduti al limitare dei tre parchi nazionali più grandi, alle guest-house, i nostri B&B, fino agli alberghi e ai pub cittadini. Paese di pastori e di pescatori, oggi i tre quarti della popolazione lavorano nel settore dei servizi che sta investendo fortemente nell’Internet economy. Un peso economico di rilievo lo mantiene ancora il settore della pesca, in mano a pochi oligarchi, e poi ancora il settore dell’abbigliamento e la pastorizia.

[The Harbour, Hofsos, Is)

Libertà e democrazia, rispetto e sicurezza

L’Islanda è il paese del futuro perché le attività antropiche hanno un bassissimo impatto ambientale, e si fondano sulle energie rinnovabili, i suoi abitanti vivono seguendo i cicli della natura, rispettano le regole sociali e si fidano gli uni degli altri. Le porte delle case non sono blindate e dovunque ti trovi non temi mai di essere derubato o rapinato. L’Islanda non ha un esercito e neppure un corpo di polizia, ma solo squadre di soccorso e agenti municipali. Il carcere femminile ha sette detenute. Molto attenti agli sprechi alimentari, un’usanza diffusa vuole che i negozi che vendono cibo fresco a fine giornata regalino l’invenduto ai passanti.

Braud&Co, bakary, Reykjavik, Is

L’Islanda è il paese del futuro perché è l’unico paese al mondo che garantisce pienamente la libertà di comunicare

Ma l’Islanda è il paese del futuro per un altro motivo: perché è l’unico paese al mondo che garantisce pienamente la libertà di comunicare. Il parlamento, il 16 luglio 2010, ha approvato una legge che garantisce a pieno la libertà di espressione e l’impunità a chiunque pubblichi su internet informazioni riservate, perfino i segreti di stato. La medesima norma impedisce ogni rogatoria estera volta ad oscurare un sito internet islandese contenente informazioni politiche, societarie e finanziarie. Non poteva essere diversamente per un paese che ha usato Internet per scegliere i 25 saggi che hanno riscritto la costituzione del 1944, anno dell’indipendenza dalla Danimarca occupata dai nazisti, e che via Internet l’hanno sottoposta agli islandesi.

La piana dell’assemblea e la roccia della legge

Il cuore della tradizione democratica dell’Islanda, paese governato da norvegesi e danesi nei secoli passati, è l’Althing, il Parlamento nazionale islandese. La parola significa “assemblea (þing) generale (all)” d’Islanda. Fondato nel 930 a Þingvellir, il “luogo dell’assemblea”, si trova a mezz’ora di macchina dall’attuale capitale Reykjavík.

Piana di Thingvellir

Il sito dell’antico parlamento sorge all’interno del Parco Nazionale di Thingvellir, tutelato dall’Unesco, proprio sulla fossa tettonica dove la zolla americana e quella europea si dividono. Il luogo non fu scelto casualmente. La conformazione del territorio, con la barriera naturale delle rocce che favorivano l’eco delle parole del Lögsögumaður, l’uomo di legge, era fondamentale per dare lettura delle leggi che non erano scritte ma venivano promulgate oralmente e andavano apprese a memoria. La sua organizzazione è stata il prototipo della divisione dei poteri nelle moderne democrazie e la stessa disposizione spaziale dei partecipanti all’assemblea ha anticipato la conformazione dei tribunali di scuola anglosassone: giudici, giuria popolare e pubblico. Per questo il Thingvellir viene oggi considerato sinonimo della più antica forma parlamentare occidentale.

L’Islanda però potrebbe diventare presto l’esempio della più innovativa forma di democrazia elettronica basata sull’elezione diretta dei rappresentanti del popolo. Il Partito pirata islandese, accreditato come prossimo vincitore alle elezioni, propugna da tempo la democrazia attraverso Internet. I loro candidati sono stati scelti online dagli attivisti del movimento e nel loro programma il metodo diretto di selezione della classe politica è considerato — insieme alla difesa della Net neutrality di Internet e alla riforma del copyright in senso permissivo — tra i contenuti più importanti della digital democracy su cui hanno fondato il proprio successo popolare.

ARTURO DI CORINTO
(Thingvellir, Is | Settembre 2016)

Teacher, journalist, hacktivist. Privacy advocate, copyright critic, free software fan, cybersecurity curious.

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